PayPal si rafforza in Europa: takeover sulla svedese iZettle

Il closing dell’operazione da 2,2 miliardi di dollari previsto per il terzo trimestre 2018: sprint sul fintech per le piccole e medie imprese. Il Ceo Dan Schuman: “Continuiamo a espandere la nostra piattaforma le aziende a vincere online”

PayPal mette a segno l’acquisizione più grande della sua storia con il takeover da 2,2 miliardi di dollari appena annunciato su iZettle, startup svedese del fintech, specializzata nello sviluppo di prodotti per le piccole e medie imprese come soluzioni di pagamento per dispositivi mobili e software di fatturazione.

Il closing dell’operazione è previsto per il terzo trimestre del 2018, dopo che saranno state ottenute tutte le autorizzazioni del caso e i via liberà delle authority regolatorie. Grazie a questa acquisizione PayPal avrà accesso a 11 nuovi mercati: “iZettle – spiega la società in una nota – diventa il centro europeo per l’eccellenza dei prodotti e i servizi di PayPal nei negozi”.

“Le piccole aziende sono il motore dell’economia globale – afferma Dan Schulman, Ceo di PayPal – Stiamo continuando a espandere la nostra piattaforma per aiutare a competere e vincere online, nei negozi e via dispositivi mobili”.

L’operazione, secondo le stime della società, andrà a diluire di 1 centesimo gli utili per azione pro forma preventivati per il 2018.

Con questa acquisizione PayPal apre la sfida a Square, la società guidata dal Ceo di Twitter Jack Dorsey, utilizzata dai negozianti per gestire pagamenti con carte di credito. iZettle è presente in 10 nazioni europee, tra cui l’Italia, ed è particolarmente radicata nei mercati di Regno Unito, Brasile e Svezia.

Mettendo le mani su quella che è stata definita la “Square d’Europa”, fondata nel 2010 e con headquarter a Stoccolma, che conta su oltre 500 dipendenti e che produce dispositivi e tecnologie usate da quasi mezzo milione di esercenti per accettare carte di credito. Il volume di pagamenti stimati dalla società per l’anno in corso è di 6 miliardi di dollari.

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Alibaba punta sulla piattaforma di vendita all’ingrosso Ordre



Ordre ha scommesso tre anni fa sulla vendita all’ingrosso di prodotti di lusso su Internet. Una scommessa che sembra vinta, poiché la piattaforma ha accolto il gigante Alibaba come “investitore strategico”, secondo un suo comunicato. I dettagli dell’operazione non sono stati svelati.

L’interfaccia della piattaforma Ordre – Ordre
Fondato nel 2015 dalla coppia Simon e Kirsten Lock, Ordre riunisce vari showroom di vendita all’ingrosso su Internet. Secondo l’azienda, la cui sede si trova a Hong Kong, Stella McCartney, Proenza Schouler, Thom Browne, Vivienne Westwood, Joseph, No. 21 e Paule Ka sono tra i nomi più recenti fra i 156 marchi entrati nella piattaforma.Annunciando l’investimento di Alibaba, Ordre ne ha approfittato per precisare che la sua percentuale di crescita è raddoppiata nel breve volgere di un anno. Il suo modello commerciale sottolinea il peso crescente assunto dall’universo digitale, non solamente nel campo della vendita diretta al consumatore, ma anche in quella all’ingrosso. Ordre propone degli showroom online innovativi che possono completare i circuiti wholesale abituali degli stilisti, soprattutto grazie alla presenza di immagini a 360 gradi e di contenuti in realtà virtuale.

I rivenditori dei quattro angoli del pianeta possono così scoprire dallo schermo del loro computer le collezioni dei designer più all’avanguardia e ordinare all’ingrosso dal web. Ordre spiega che la sua proposta è particolarmente adatta alle Settimane della Moda, perché permette ai buyer che non si sono potuti recare alle Fashion Week di fare affari con i marchi su Internet. Si tratta dunque di far risparmiare tempo ai compratori, ma anche di ridurre le loro spese e il loro impatto energetico, considerazioni sempre più importanti per i clienti dei rivenditori stessi.

Il cofondatore di Ordre, Simon P Lock, spiega che l’investimento di Alibaba “permetterà all’azienda di accelerare lo sviluppo delle sue tecnologie d’avanguardia, di apportare un valore aggiunto agli stilisti con i quali (essa) lavora e di aprirle delle porte sui mercati del lusso in Cina”.

Jessica Liu, presidente di Tmall, la divisione moda e lusso di Alibaba, puntualizza invece che questo investimento “rappresenta una nuova tappa nello sviluppo della (sua) presenza nel settore della moda”. E aggiunge: “Stiamo rafforzando la nostra posizione di partner privilegiato per i marchi che vogliono raggiungere i consumatori cinesi più agiati, attratti dal lusso internazionale”.

Alibaba prevede di completare la tecnologia sviluppata da Ordre coi propri dati e circuiti distributivi, come il recentissimo Luxury Pavilion, una piattaforma di lusso esclusiva, accessibile su invito e riservata alla clientela cinese.

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Netflix supera i 100 mld di capitalizzazione, spesa mktg a + 54%

Il noto servizio di streaming statunitense ha archiviato l’ultimo quarter del 2017 con sottoscrizioni in aumento al di sopra delle attese e si prepara a investire tra i 7,5 e gli 8 miliardi di dollari per le sue produzioni originali

Lunedì sera Netflix ha superato per la prima volta nella sua storia la significativa soglia di cento miliardi di capitalizzazione. La società nata nel 1997 dal genio di Reed Hastings come servizio di vendita e di noleggio film via internet è ora un colosso dell’entertainment globale. A spingere verso l’alto il titolo è stato il rilascio dei conti trimestrali al 31 dicembre del 2017: Netflix cresce, aggiunge nuovi abbonati nel mondo e negli Stati Uniti. E soprattutto viaggia al di sopra delle stime.

I dati

Negli ultimi tre mesi dell’anno scorso sono state 8,3 milioni le persone che hanno deciso di abbonarsi a Netflix, la quota più elevata nella storia della società, portando il totale a poco meno di 118 milioni di sottoscrizioni. La Borsa ha brindato e il valore delle azioni è salito ulteriormente per via di un outlook particolarmente positivo per il primo quarter del 2018. Venendo ai dati prettamente economici l’azienda ha fatturato 3,29 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione si è attestato a 41 centesimi, in linea con le previsioni. Negli Usa le sottoscrizioni sono state 1,98 milioni, nel resto del pianeta 6,36 milioni, cifre superiori a quanto stimato in precedenza. Esattamente un anno fa Netflix registrava un utile di 15 centesimi e ricavi per 2,48 miliardi.

In aumento contenuti originali e pubblicità

Contestualmente l’azienda americana ha annunciato di prevedere una spesa tra i 7,5 e gli 8 miliardi di dollari in produzioni originali nel 2018: una cifra astronomica destinata ad aumentare ulteriormente nel prossimo biennio. “Crediamo che i nostri investimenti daranno i loro frutti”, ha dichiarato Reed Hastings nella conference call con gli analisti. Una strategia che porterà l’azienda ad aumentare il budget marketing globale di oltre il 50%, quasi un obbligo per sostenere i piani di crescita del leader assoluto dello streaming video. Una percentuale che in cifre si tradurrà in un deciso aumento dagli attuali 1,2 miliardi in 2 miliardi di dollari e motivata dai vertici di Netflix per via della sua efficacia. Secondo alcuni osservatori Netflix potrebbe presto introdurre la pubblicità, o modelli ibridi, per monetizzare una fascia di pubblico attualmente non raggiunta. Ma per ora sono solo ipotesi.

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Google investe nello streaming di Chushou

Negli ultimi mesi si è molto discusso se gli e-sport, ovvero i videogame giocati a livello competitivo e professionistico, possano essere considerati degni di entrare a far parte delle competizioni olimpiche. Anche Google sembra si sia interessata all’argomento e infatti come riporta Reuters ha finanziato Chushou, piattaforma di streaming cinese che si occupa proprio della trasmissione di contenuti dedicati agli sport elettronici. La cifra investita da Big G, che alla fine ha deciso di chiudere per sempre Project Tango, non è stata resa pubblica ma sarebbe piuttosto consistente.

Chushou è nata nel 2015 e in poco più di 2 anni ha già ottenuto un’utenza di 8 milioni di videogiocatori che trasmettono 250mila dirette delle loro sessioni di gioco al PC, console o smartphone. L’obiettivo di Google è quello di consentire alla piattaforma di espandersi anche al di fuori della Cina e consolidare la sua presenza in Asia dove gli e-sport sono molto popolari (In Corea del Sud in particolare). “Chushou ha costruito una piattaforma impressionante, dotata di una ricca base di utenti e creatori di contenuti in rapida crescita. Siamo emozionati di supportare Chushou attraverso questo investimento, aiutandoli a sviluppare i propri obiettivi e portando contenuti di grande qualità legati al mondo del gaming mobile in tutto il mondo”, ha dichiarato Frank Li, responsabile delle sviluppo per la divisione asiatica di Google.

Google questa volta non ha voluto acquistare direttamente Chushou ma si è limitata a fornirle un supporto esterno. Nulla vieta però che la collaborazione tra le due aziende possa diventare ancora più stretta. Il know how o le dirette della piattaforma cinese in futuro potrebbero essere sfruttate per la crescita di YouTube Gaming, che al momento fatica a competere con la rivale Twitch.

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Apple Park: l’ultimo sogno di Steve Jobs prende vita.



Apple Park il nuovo campus di Apple ha aperto i battenti dallo scorso aprile. Nei prossimi mesi più di 12mila dipendenti si trasferiranno nel centro dedicato alla creatività e all’innovazione voluto da Steve Jobs prima della sua morte.

È l’ultimo sogno di Steve Jobs che diventa realtà. Apple Park, il nuovo campus di circa 708.000 m2 apre le sue porte ai dipendenti. È partito il trasferimento dei dipendenti, degli oltre 12mila impiegati che a regime lavoreranno nel centro che, secondo il fondatore di Apple, diventerà un luogo dedicato alla creatività e all’innovazione.

Apple Park è costato 5 miliardi

Non hanno badato a spese i dirigenti di Apple per costruire Apple Park. Il costo di realizzazione, stimato in cinque miliardi di dollari, aveva fatto storcere il naso a più di un’azionista. Eppure per Tim Cook e per il compianto Jobs, la cifra è ben spesa e servirà a continuare a coltivare l’innovazione di cui l’azienda si è fatta portatrice negli anni. Apple Park, nelle loro idee, servirà ad attrarre i migliori talenti al mondo.

Durante l’evento di presentazione del marzo scorso, Cook ha spiegato qual è stata la vision di Jobs quando ha ideato il campus:

«La vision di Steve per Apple si estendeva ben oltre il tempo che ha trascorso con noi. Ha concepito Apple Park come un centro di innovazione per generazioni a venire», ha dichiarato Tim Cook, CEO di Apple.

«Gli spazi – ha proseguito Cook – di lavoro e i parchi sono progettati per offrire ispirazione al nostro team e apportare benefici all’ambiente. Abbiamo raggiunto l’obiettivo di realizzare uno degli edifici a maggiore efficienza energetica al mondo e il campus sarà interamente alimentato da energia rinnovabile».

Il miglior ambiente di lavoro al mondo

Con quest’opera monumentale realizzata nel cuore della Santa Clara Valley, Apple punta a diventare il miglior ambiente di lavoro al mondo. Per farlo, ha pensato proprio a tutto. I numeri e i servizi di Apple Park sono incredibili: il campus include un centro per visitatori, una caffetteria aperta al pubblico, un centro fitness da 9300 m2, laboratori di ricerca e sviluppo. Lo Steve Jobs Theater, l’auditorium con oltre mille posti a sedere, costituito da un cilindro di vetro alto sei metri con un diametro di 50 metri.

Ma quello che più impressionano sono gli spazi verdi tre chilometri si sentieri, un frutteto, un laghetto, e più di 9mila piante autoctone.

Un campus alimentato da energia rinnovabile

Jony Ive, Chief Design Officer di Apple ha seguito i lavori che sono stati realizzati dallo studio di architettura Foster + Partners. Il team ha pensato di rendere il campus autosufficiente dal punto di vista energetico e, per raggiungere lo scopo, è stato creato un impianto fotovoltaico da 17 megawatt sul tetto, che è a oggi una delle più grandi installazioni di pannelli solari al mondo. Inoltre, anche per la ventilazione, Apple Park è progettato in modo da non richiedere né riscaldamento, né condizionamento per nove mesi l’anno.

«Steve ha investito così tanta energia nel creare e sostenere ambienti creativi e vitali. Abbiamo affrontato la progettazione, lo sviluppo e la realizzazione del nostro nuovo campus con lo stesso entusiasmo e gli stessi principi di design che caratterizzano i nostri prodotti La fusione tra edifici incredibilmente complessi ed evoluti con distese verdi e ondeggianti dà vita a un splendido ambiente aperto che ispirerà le persone a creare, collaborare e lavorare insieme», ha dichiarato Jony Ive, Chief Design Officer di Apple.

Anche Amazon non sta a guardare

La “guerra” tra giganti dell’hitech non è solo sul mercato, ma si sposta anche sulla bellezza dei loro uffici. Se Apple Park è riuscito a catalizzare l’attenzione dei media di tutto il mondo, anche Amazon sta facendo parlare di sé per lo spettacolare edificio “biosfera” che sta costruendo a Seattle. La struttura sarà formata da tre sfere che sembrano delle serre. All’interno infatti, verranno ospitate più di 400 specie vegetali all’interno degli spazi divisi su cinque piani per un totale di circa 6038,5 metri quadri.

Le sfere saranno tutte comunicanti e il loro obiettivo sarà quello di facilitare la “socializzazione” tra uomo e natura.

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Che cosa ha in mente Elon Musk per Space X



Elon Musk sta per lanciare un nuovo round di finanziamenti per Space X che potrebbe valere fino a 24 miliardi di dollari. Dobbiamo presto attenderci un debutto in Borsa? Articolo di Giusy Caretto

Grandi notizie per Space X? Lla società di Elon Musk potrebbe presto valere circa 24 miliardi di dollari, perché potrebbe presto entrare nuovo e fresco denaro per sostenere la sua attività. Mentre Tesla dunque fatica ad entrare nella produzione di massa e a ricevere nuovi finanziamenti, Space X si gode il successo e va a caccia di nuova liquidità.

NUOVI ROUND DI FINANZIAMENTO

La società guidata da Elon Musk, secondo un documento siglato a Delaware, proverà a raccogliere circa 507 milioni di dollari, attraverso l’emissione di 3 milioni di azioni. Ogni azione sarà scambiata a circa 169$ l’una. Se tutto andrà come i piani, SpaceX raggiungerà ad un valore complessivo di 23,7 miliardi di dollari, secondo i calcoli di Lagniappe Labs, il team che gestisce il portale Prime Unicorn Index.

IL PRECEDENTE DI MARZO

Sempre nel 2018, Space X ha lanciato un altro round di finanziamenti: a marzo ha raccolto altri 500 milioni di dollari.

A COSA SERVIRANNO QUESTI SOLDI?

Il denaro servirà a finanziare i prossimi progetti della società e in particolare, il razzo BFR, un razzo dalle grandissimi dimensioni: misurerà 106 mt in altezza e 9 mt in diametro. Sarà più potente del Falcon Heavy e grazie a 37 motori Raptor potrà caricare un massimo di 150.000 Kg durante un volo nell’orbita terrestre bassa (LEO). Si tratta di un peso due volte e mezzo il carico utile del Falcon Heavy (63.800 kg).

SPACE X OTTIENE PERMESSO PER STARLINK

Non solo BRF. Tra i progetti che Space X dovrà finanziare anche Starrlink. Proprio qualche giorno fa, la Federal Communication Commission (FCC), ovvero l’agenzia governativa statunitense che regolamenta le telecomunicazioni, ha accordato a SpaceX la possibilità di costruire e gestire un’enorme rete di piccoli satelliti per fornire connessioni a Internet senza fili ad alta velocità.

Il progetto è denominato appunto Starlink: Space X dovrebbe portare in orbita fino a 12mila piccoli satelliti (una quantità senza precedenti), attraverso numerosi lanci dei suoi razzi.

Inizialmente, la società guidata da Elon Musk si impegnerà per il trasporto e l’attivazione di circa 4.400 satelliti, la cui metà, secondo richieste della FCC, dovrà essere attiva entro i prossimi sei anni. SpaceX ha già lanciato un paio di suoi satelliti per sperimentarne le capacità, ma solo dal prossimo anno Space X entrerà nel vivo del progetto.

SPACE X PRONTA AL DEBUTTO IN BORSA?

Non è chiaro, però, se il nuovo round di finanziamenti vuole essere un trampolino di lancio per un debutto in Borsa, come scrive Recode, offrendo così agli investitori un modo per guadagnare dall’aumento di valore della società.

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Un vero “Iron Man” rompe il Guinness World Record per la massima velocità con un motore a turbina controllato dal corpo.

Raggiunse una velocità di 51.02 Km/h all’ora prima di fare una virata e cadere nel lago

Un inventore che ha costruito una tuta Iron Man reale in modo di poter volare in aria come Tony Stark si è guadagnato un record mondiale.

In una giornata drammatica al Lagoona Park, Reading, l’imprenditore britannico Richard Browning ha raggiunto una velocità di 51.53 km / h al suo terzo tentativo cronometrato, prima di sbagliare una svolta e cadere nel lago.
È stato premiato con il titolo di Guinness World Records per la massima velocità in un completo a motore a propulsione controllata dal corpo, un nuovo titolo creato appositamente per lui.

L’abito di Browning, noto come Daedalus, consiste in un esoscheletro appositamente progettato, quattro motori a turbina a gas montati su braccio e due motori a turbina a gas montati sull’anca.

Egli afferma che Dedalo alla fine sarà in grado di volare a diverse centinaia di miglia all’ora ed a migliaia di metri di altezza.
“Ho questa visione: sembra audace ma la realizzerò lo stesso”, ha detto Browning durante un discorso presso “Ted” all’inizio di quest’anno.
“Un giorno forse potremo alzarci sopra una spiaggia, volare su e giù per la costa, salire un po ‘più in alto, con alcuni dei kit di sicurezza su cui stiamo lavorando per renderlo realizzabile.

La società di Browning, Gravity, si è già assicurata l’interesse di molti investitori per sviluppare Daedalus e recentemente ha raccolto una serie di finanziamenti raccogliendo oltre 650.000€.

Essendo la prima azienda a creare un costume di questo tipo destinato all’uso commerciale, Gravity sta sviluppando protocolli in linea con l’Autorità per l’aviazione civile.

La tuta include un Heads-Up Display avanzato che mette in evidenza le principali informazioni sulla sicurezza e le prestazioni, compresi i livelli di carburante e il funzionamento del motore, e sono stati installati rilevatori per avvisare il pilota se il carburante sta per esaurirsi.

La tuta è anche abilitata per Wi-Fi, che consente lo streaming di dati live dalla tuta per il monitoraggio a terra e il sistema HUD.

“Non penso che nessuno ci andrà al supermercato o lo userà per porterà i bambini a scuola, almeno per il momento. Il team di Gravity sta costruendo una tecnologia eccezionale che renderà queste possibilità alla portata di tutti”, ha detto Browning.

“Stiamo lavorando su alcune cose che cercheranno di portare questa insolita esperienza di volo ad un pubblico più ampio, al di là degli eventi e degli spettacoli che stiamo facendo”.

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Perché Bill Gates non vuole tenersi per sé 90 miliardi di dollari

Bill Gates e la sua fondazione hanno l’obiettivo di donare metà dell’immenso patrimonio del fondatore di Microsoft.

Al giorno d’oggi, già è difficile pensare a cosa si potrebbe fare con 1 milione di dollari tra le mani. Figurarsi se il patrimonio in questione è pari a 90 miliardi di dollari. Una cifra abnorme, che da sola sarebbe sufficiente a far risollevare le sorti di milioni di famiglie sparse per il mondo. Questa cifra appartiene a Bill Gates, che di recente è stato protagonista di un nostro articolo, in cui decantavamo le sue abilità profetiche (le profezie contenute nel libro del 1999 “Business alla velocità del pensiero” sono diventate già storia). Ebbene, uno degli uomini più ricchi della Terra, dietro soltanto a Jeff Bezos, non è interessato a mantenere per sé un patrimonio da urlo. Perché?

Tutta “colpa” della filantropia

Tutto va riunito sotto un unico concetto: filantropia. Bill Gates, insieme alla moglie Melinda, da oltre 15 anni è impegnato nella Gates Foundation, con cui ogni anno dona gran parte dei suoi soldi alla ricerca e ai Paesi più poveri della Terra, aiutando famiglie in difficoltà e la ricerca scientifica. Lo fa perché ha sposato il detto cristiano “lascia un mondo migliore di quello che hai trovato”, con la fede cattolica che rappresenta un tratto in comune con la moglie Melinda, anche lei fortemente ispirata ai valori cattolici.

Insieme a Warren Buffett, l’altro uomo più ricco del pianeta grazie alle sue incredibili abilità nella finanza (la scuola di pensiero Value Investing continua a conquistare nuovi adepti ogni giorno, con risultati più o meno felici) Bill e Melinda Gates hanno fatto una promessa: cedere metà del loro patrimonio in beneficenza, durante la loro vita oppure dopo la loro morte. In questi 17 anni Gates e Melinda non hanno mai smesso di guardare al prossimo e di restituirgli la ricchezza extra accumulata in tutti questi anni dal colosso di Redmond, Microsoft.

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IL NUOVO CAMPUS DI APPLE È L’ULTIMO REGALO DI STEVE JOBS.



Apple Park il nuovo campus di Apple ha aperto i battenti dallo scorso aprile. Nei prossimi mesi più di 12mila dipendenti si trasferiranno nel centro dedicato alla creatività e all’innovazione voluto da Steve Jobs prima della sua morte.

I primi dipendenti sono entrati nell’edificio, ma ci vorranno 6 mesi per tutti i 12.000 per trasferirsi nell’avveniristico campus di Apple Park. Quello che troveranno è lìultimo regalo di Steve Jobs.

Apple Park è costato 5 miliardi

Il co-fondatore di Apple, Steve Jobs, ha progettato il nuovo quartier generale prima della sua morte e ha svelato il progetto del nuovo quartier generale di Apple nei piani per il Consiglio comunale di Cupertino nel 2011. Tale progetto, costo stimato 5 miliardi di dollari, è ormai vicino alla realtà con i primi dipendenti che iniziano ad occupare il sito.

Guardandosi intorno, vedranno il marchio di Jobs ovunque. Il maestro del design contemporaneo era intimamente coinvolto in ogni aspetto del nuovo campus. Gli addetti ai lavori di Apple si riferiscono spesso a Apple Park come “il regalo di Steve Job”, come spiega l’attuale CEO, Tim Cook:

“Questa è stata la scelta di una vita. E Steve ha trascorso gli ultimi due anni della sua vita concentrandosi qui in momenti in cui si sentiva chiaramente molto male.
“Avremmo potuto tagliare un angolo qua o là? Non sarebbe stato Apple. E non avrebbe mandato il messaggio a tutti coloro che lavorano qui ogni giorno che i dettagli contano, che prendersene cura importa. Lo venerò “, dice Cook,” e questa era chiaramente la sua visione, il suo concetto. Il nostro più grande progetto di sempre. ”


È difficile rendere giustizia alla cura infinita e all’attenzione per i dettagli che sono stati riversati in Apple Park, ma qui ci sono i miei otto principali punti salienti:

1. Lo Steve Jobs Theatre

Arroccato sulla cima di una collina in uno dei punti più alti all’interno del campus ci sarà il Steve Jobs Theatre, un auditorium da 1.000 posti dedicato alla memoria del defunto co-fondatore e ex CEO della compagnia.
L’edificio è caratterizzato da un cilindro di vetro alto 6 metri, lungo 50 metri e sormontato da un tetto metallico in fibra di carbonio. I visitatori camminano attraverso il prato erboso, su per la collina fino all’edificio minimalista trasparente (sotto). L’attuale auditorium è nascosto sotto terra.

2. Spaceship Central – The Ring of Glass

Il fulcro del campus è l’edificio circolare “a forma di astronave” che ospiterà 12.000 dipendenti in ogni reparto. Jobs stesso ha detto che sembrava “un po’ come una nave spaziale atterrata”.
Conosciuto internamente come “The Ring”, l’edificio ha una circonferenza di 1,2 km. In effetti c’è una passerella sul perimetro interno dell’Anello così i dipendenti possono passeggiare per tutto il tragitto.
La cosa principale che noti dell’Anello è il vetro. Apple è diventata leader mondiale nella produzione di lastre di vetro più grandi – prima per i suoi negozi al dettaglio – e ora per il suo quartier generale. E l’attenzione ai dettagli è incredibile. Ad esempio, i progettisti hanno assicurato che i baldacchini di vetro del progetto non assumessero la tonalità verdastra tipica della maggior parte dei pannelli di vetro (proviene dal ferro nella sabbia) e invece brilleranno di un bianco brillante. Hanno anche determinato l’angolo perfetto per impostare i riquadri in modo che non mostrassero le strisce dopo la pioggia.

3. California Dreaming

Jobs adorava il paesaggio della California e voleva che il nuovo campus riflettesse i paesaggi della California dalla sua infanzia. Ha reinventato l’attuale panorama industriale del sito di 0,7 km quadrati come dolci colline, sentieri escursionistici, alberi ed erba. Voleva sfocare la linea di confine tra interno ed esterno in modo che i dipendenti potessero essere ispirati dalla bellezza della natura. È stato ispirato da un grande spazio conosciuto come la piazza principale del campus di Stanford e da una vicina area escursionistica di Stanford, The Dish.

4. Lavorare in “Pods”

Dal momento che è a forma di anello, non c’è una lobby nell’edificio principale. Invece ci sono nove ingressi.
Jobs era intimamente coinvolto nella progettazione degli spazi di lavoro e voleva un posto di lavoro in cui le persone erano aperte l’una all’altra e aperte alla natura. La chiave della sua visione erano le sezioni modulari, note come pod, per lavoro o collaborazione.
L’idea di Jobs era di ripetere quei pod più e più volte: pod per il lavoro d’ufficio, pod per il lavoro di squadra, pod per socializzare. Sarebbero stati distribuiti democraticamente. Nemmeno l’amministratore delegato ha una suite .. E mentre la società è stata a lungo nota per il segreto interno, avendo compartimentato i suoi progetti, Jobs ha proposto una struttura in cui le idee sarebbero state condivise più liberamente tra gli spazi comuni.
“All’inizio, non avevamo idea di cosa stesse realmente parlando Steve con questi pod. Ma ha tracciato tutto questo: uno spazio in cui è possibile concentrarsi per un minuto e poi imbattersi in un altro gruppo di persone”, afferma Christoph Behling.

5. Il caffè da 4000 posti

Jobs ha voluto che ci fosse un ristorante. È stato deliberatamente concepito per far uscire le persone dai loro spazi e connettersi.
Il café in the Ring è un enorme spazio simile ad un atrio che sale su tutte e quattro i piani dell’edificio. Conterrà fino a 4.000 persone contemporaneamente, suddivise tra il piano terra e le zone pranzo del balcone. Le porte scorrevoli in vetro lungo l’esterno della caffetteria si estendono sui quattro piani dell’edificio. Con un peso di 199,5 tonnellate ciascuno, si aprono e chiudono silenziosamente attraverso meccanismi nascosti nel sottosuolo. Le uniche porte al mondo di quelle dimensioni sono su un hangar per aereo.
“Un ristorante, uno enorme, che obbliga tutti a stare insieme. Devi essere in grado di incontrarti.”

6. Centro Benessere

Anche i dipendenti sono i nostri clienti, dice Tim Cook e sono ben trattati all’Apple Park. Un edificio esterno separato ospita un centro benessere completo di una sala yoga a due piani, aree fitness e pesi.
All’esterno ci sono 3,2 km di sentieri per passeggiate e percorsi, oltre a un frutteto, un prato e uno stagno. 1.000 biciclette saranno tenute sul sito e disponibili per il personale per girare il campus.
Nello stile tipico di Jobs, il centro yoga è ricoperto di pietra proveniente da una cava del Kansas, che è stata attentamente invecchiata per farlo assomigliare all’hotel preferito di Jobs in Yosemite.

7. Lavorare come in un parco nazionale

Jobs ha fatto del suo meglio a pensare durante le lunghe passeggiate nella natura, e ha immaginato un campus pieno di alberi in cui i lavoratori Apple potessero trovare ispirazione dalla natura. In totale, Apple Park ha quasi 9.000 alberi, tutti resistenti alla siccità, in modo che possano sopravvivere a una crisi climatica.
Jobs era fermamente convinto che il nuovo campus dovesse ospitare la flora locale e, in particolare, voleva gli alberi da frutta dei frutteti del nord della California.
Quello che Jobs voleva è quello che ha ottenuto! All’interno del Ring, non lontano da una fontana di dimensioni considerevoli, si trova un gruppo di alberi di melo. Oltre all’ingresso della caffetteria, troverete filari di ciliegi, prugne e alberi di albicocca, con cachi appena oltre. Ancora Alberi sono previsti fuori dall’Anello, dall’altra parte della caffetteria, dove i dipendenti potranno cenare all’aperto in un’area chiamata “la radura” di Apple.
Un denso perimetro di alberi proteggerà il sito, fungendo da cuscinetto visivo da occhi indiscreti all’esterno. Sotto l’edificio principale, ci sarà un vasto prato, che si estende fino all’auditorium e ai ponti di parcheggio sottostanti.

8. Correre all’aria aperta

Jobs odiava l’aria condizionata, ma anche lui non voleva che le persone aprissero le finestre, così insistette sulla ventilazione naturale, un edificio che respira.

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La Fondazione Gates promette 158 milioni di dollari per combattere la povertà negli Stati Uniti



“Perché non pensi di più al tuo paese?” È una domanda che Bill e Melinda Gates si sentono fare spesso. Ecco perchémdoneranno $ 158 milioni per aiutare gli americani a sfuggire alla povertà.

Conosciuta per combattere le malattie e la miseria in tutto il mondo, la Fondazione Bill & Melinda Gates sta ora rivolgendo la sua attenzione verso casa con una nuova iniziativa per aiutare i poveri americani a risalire la scala economica.
L’associazione filantropica più ricca del paese spenderà 158 milioni di dollari per il lavoro nei prossimi quattro anni, il suo primo importante investimento anti-povertà negli Stati Uniti.

“Si tratta del sogno americano e del rendere il sogno americano reale per più persone”, ha dichiarato il CEO della Gates Foundation, Sue Desmond-Hellmann, che ha annunciato il nuovo programma giovedì in una conferenza in un quartiere a basso reddito a Washington, DC.
Riconoscendo che molti altri hanno tentato di sradicare la povertà persistente con scarso successo, Desmond-Hellmann ha affermato che la fondazione si concentrerà sulle aree in cui i finanziamenti possono essere più efficaci, ad esempio raccogliendo e condividendo dati su fattori che contribuiscono alla povertà e alla mobilità sociale.

La fondazione spera anche di coordinare meglio la complessa rete di servizi sociali che affrontano diversi aspetti della povertà, e spingere verso modi per migliorare lo status delle persone i cui lavori nel settore dei servizi offrono poca sicurezza economica o opportunità di avanzamento.

“Non stiamo proponendo una soluzione magica”, ha detto Desmond-Hellmann in un briefing per giornalisti. “Prevediamo che ci saranno molti test, chiederemo e risponderemo a domande su ciò che funziona meglio nelle singole comunità”.

David Callahan, fondatore e redattore della rivista online Inside Philanthropy, ha detto che il nuovo investimento di Gates è benvenuto e puntuale, sebbene migliorare il problema povertà sia un compito arduo.

“È una di quelle aree in cui i filantropi hanno notoriamente provato e fallito”, ha detto.

La nuova iniziativa è stata ispirata, in parte, da una domanda spesso posta dal co-fondatore di Microsoft Bill Gates e sua moglie: “Perché non ti occupi di più degli Stati Uniti?”

Con una dotazione di oltre 40 miliardi di dollari, la fondazione spende oltre 4 miliardi di dollari l’anno per fornire vaccini, combattere malattie come la malaria e la tubercolosi e migliorare la vita degli agricoltori di sussistenza nei paesi più poveri del mondo. La spesa americana della fondazione è in media di circa $ 500 milioni l’anno, per lo più dedicata ai suoi tentativi controversi e in gran parte infruttuosi di migliorare l’istruzione.

La pincipale lezione appresa dal lavoro sull’educazione è stata quella di porre nuova enfasi sulla povertà, ha affermato Desmond-Hellmann. Mentre la fondazione ha cercato di migliorare l’istruzione concentrandosi su questioni come la dimensione delle classi, test e curriculum, ha continuato a sbattere contro le barriere all’esterno della classe – principalmente la povertà persistente, ha detto.
Ad esempio, nelle contee di King e Pierce, dove la fondazione lavora per ridurre i senzatetto, è stato scoperto che molti studenti erano cronicamente assenti o costretti a cambiare scuola perché le loro famiglie non avevano alloggi stabili.

Ora la fondazione finanzia partnership tra le autorità per la casa e i distretti scolastici per concentrarsi su ciò che è meglio per i bambini e mantenere la loro istruzione su binari corretti, ha detto Ryan Rippel, che consiglia la fondazione sui programmi di povertà.
Nel porre le basi per la sua nuova iniziativa, la fondazione ha investito circa $ 5 milioni a partire da due anni fa per riunire un pool di esperti di povertà, che vanno da un economista conservatore a sostenitori dei diritti dei lavoratori.

Hanno scoperto che molte persone restano intrappolate nei quartieri dove le probabilità di sfuggire alla povertà sono basse, e che ci vuole più del denaro per creare un percorso per uscire dalla povertà, ha detto Nisha Patel, il direttore esecutivo della partnership.

“Altrettanto importante è il potere, l’autonomia e il senso di agire sulla propria vita”, ha affermato.

Mentre l’istruzione rimane il ponte più affidabile per posti di lavoro ben retribuiti e sicuri, molte persone nell’economia di oggi hanno lavori poco remunerativi senza agevolazioni e senza possibilità di carriera, ha aggiunto Patel.

Tra le possibili soluzioni politiche ci sono i “benefici portabili” finanziati dai datori di lavoro che viaggiano da un lavoro all’altro con il dipendente, ha affermato. Ma la fondazione non è stata chiara su come intende migliorare la situazione dei cosiddetti lavori senza uscita.

Pochi filantropi sono mai stati disposti ad affrontare le forze politiche ed economiche che sono alla base di bassi salari e disuguaglianze, ha sottolineato Callahan.

Storicamente i lavori in fabbrica negli Stati Uniti erano mal pagati e poco qualificati, ha detto. Così è stato fino a quando sindacati e politiche governative non hanno iniziato a tutelare i diritti dei lavoratori; i salari sono migliorati e quei posti di lavoro hanno aiutato ad elevare la classe media.

“Aumentare gli stipendi per questi posti di lavoro a bassa retribuzione e bassa specializzazione richiede il sostegno della politica, la modifica delle politiche del lavoro e rendere più facile la formazione dei sindacati; e la maggior parte degli imprenditori non vuole avere niente a che fare con questo genere di cose”, ha detto Callahan.

Secondo gli standard della Gates Foundation, 158 milioni di dollari in quattro anni sono un investimento modesto, ma rendono l’organizzazione di Seattle uno dei più grandi finanziatori anti-povertà negli Stati Uniti.

Dato l’approccio storico della fondazione a nuove aree, che include il finanziamento di diversi approcci per vedere cosa funziona meglio, probabilmente ci sarà ancora molto altro a venire, ha detto Callahan.

“Questa potrebbe essere la punta dell’iceberg in termini di finanziamenti futuri.”

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